Tuttə abbiamo studiato sulla stessa mappa. Pochə sanno che è una scelta politica, non un dato geografico. Ed è una scelta che possiamo cambiare. Storia, dati e cosa succede quando porto una mappa diversa in aula.
Tempo fa, per settimane, la Groenlandia è rimbalzata su tutti i giornali. Centinaia di persone si sono ritrovate a cercare sulle mappe un posto a cui di solito pensiamo come una grande macchia bianca a nord del Planisfero.
Mentre leggevo articoli e ascoltavo podcast sulla vicenda, il mio pensiero è andato a una cosa apparentemente irrilevante: la Groenlandia, su quelle mappe, era enorme. Sproporzionatamente enorme. Un po’ come stava diventando, sproporzionata, la questione stessa.
Come racconto nel manifesto del blog, è proprio da osservazioni come questa che parte il mio lavoro. Non da contenuti da trasmettere, ma da scarti di realtà che mi obbligano a riguardare quello che davo per scontato.

La Groenlandia che tuttə conosciamo è in realtà infinitamente più piccola di come ce la immaginiamo.
La dimensione che abbiamo in mente deriva dall’uso, dai banchi di scuola a Google Maps, della proiezione di Mercatore.
Ideata dal cartografo fiammingo Gerhard Kremer nel Sedicesimo secolo (il cui cognome fu latinizzato in Mercator, da cui l’italiano Mercatore), questa proiezione ingrandisce la dimensione dei paesi man mano che ci si allontana dall’equatore.
Risultato? La Groenlandia sembra grande quanto tutto il continente africano. Nella realtà, è 14 volte più piccola.
Se non ci credete, potete provare voi stessə!
Andando sul sito “The True Size“, potete comparare le dimensioni reali degli Stati e dei continenti a partire dalla proiezione di Mercatore.

Certo, riprodurre una sfera su una superficie piatta richiede una proiezione, e quindi necessariamente una distorsione di qualche tipo. Ma siamo proprio sicurə che la proiezione di Mercatore sia la più efficace da utilizzare? E che sia davvero la più neutra su cui basare la nostra educazione?
Andiamo con ordine.
La proiezione di Mercatore utilizza come riferimenti i paralleli e i meridiani e li mantiene ortogonali: il loro incontro genera sempre angoli retti. Avvicinandosi però verso i poli, i meridiani si curvano e si allungano. Per questo i territori vicini al Polo Nord e al Polo Sud risultano molto dilatati.
Nel Sedicesimo secolo, questa proiezione si diffuse rapidamente per una qualità precisa: le rotte di navigazione apparivano come linee rette e le coste rimanevano riconoscibili. Era uno strumento progettato per chi navigava.
E per chi navigava, nel Sedicesimo secolo, c’era un’agenda molto specifica: la conquista commerciale e coloniale del mondo.
Da anni ormai la proiezione di Mercatore è considerata uno specchio di come le mappe possano influenzare la nostra visione del mondo, rappresentandolo con una prospettiva eurocentrica in cui il Nord del mondo ha un peso visivo “maggiore” rispetto al Sud.

Tra le proiezioni che hanno provato a sostituire Mercatore in una logica di equità e riduzione del privilegio visivo, la proiezione di Gall-Peters è stata una delle prime, anche se presenta una distorsione poco “piacevole” allo sguardo.
Per questo motivo, una delle proiezioni che oggi viene preferita a livello scolastico e istituzionale è la Equal Earth, sviluppata nel 2018 da Bojan Šavrič, Bernhard Jenny e Tom Patterson, e disponibile come progetto open source.
Non si tratta peraltro di uno sforzo di poche, strane persone ossessionate dalle dimensioni del continente africano.
La Banca Mondiale ha da tempo iniziato a sostituire sul proprio sito la proiezione di Mercatore con quella Equal Earth, mentre l’Unione Africana sostiene la campagna internazionale #CorrectTheMap, che vuole riportare al centro della conversazione le vere dimensioni dei continenti e degli Stati.
Ma quindi è solo una questione di dimensioni?
No.
Una mappa non è un semplice disegno che ci permette di spostarci e viaggiare, anche perché con l’avvento del GPS nessunə di noi utilizza una mappa cartacea per attraversare l’Oceano (giusto?).
Una mappa è a tutti gli effetti una rappresentazione dello spazio che occupiamo e di come quello spazio ci pone in relazione con altrə, influenzando il nostro modo di guardarci nel mondo, e la nostra percezione di importanza relativa.
Cambiare una proiezione significa, a tutti gli effetti, mettere in discussione il nostro sistema valoriale e la percezione del nostro mondo, accettando che quello che ci sembrava un dato neutro era in realtà una scelta politica, e che possiamo fare scelte politiche diverse.
Nei miei laboratori, da tempo, utilizzo la proiezione di Peters, ma la sto sostituendo progressivamente con la Equal Earth dopo aver scoperto la campagna #CorrectTheMap.
Entrare in aula e poggiare la carta al centro, senza dire niente, senza spiegazioni preliminari, è già un nucleo densissimo di formazione.
“Ma siamo piccolissimi.”
“Perché l’Europa è così in alto?”
“Ma l’Africa è gigante.”
“Questa mappa è sbagliata.”
Queste sono solo alcune delle frasi che ho sentito dire, senza che io facessi nulla o introducessi alcun argomento.
In questi laboratori, io non insegno nulla. Racconto il contesto da cui deriva la proiezione di Mercatore, le alternative, gli sviluppi e le richieste internazionali, ci confrontiamo sulle nostre dimensioni e sulla nostra posizione sulla mappa, cerchiamo di comprendere perché per noi è importante, o perché ci sembra che non lo sia.
E poi proseguiamo: magari individuando con i LEGO i continenti più popolosi e le emissioni di CO2, oppure ricostruendo il viaggio delle risorse o del cibo.
Smontiamo la mappa che abbiamo davanti, e intanto costruiamo un nuovo modo di vedere il mondo.
Quello che chiamo Effetto Groenlandia non è solo un esercizio sulla cartografia, ma anche un modo di mostrare a un gruppo che la mappa con cui pensiamo il mondo (quella di Mercatore, sì, ma anche tutte le altre mappe mentali con cui abitiamo le nostre giornate, il nostro lavoro, le nostre relazioni) non è mai neutra.
C’è sempre una scelta a monte e qualcunə, in qualche momento, che ha deciso quale rappresentazione adottare e perché. E ciò che è stato scelto può sempre essere riconsiderato.
Cambiare proiezione può essere il primo passo per andare oltre le risposte facili.
Un bonus per te!
Lo sapevi che nella seconda stagione, episodio 16, di “The West Wing” (in italiano “Tutti gli uomini del Presidente“) c’è un’intera scena dedicata alla proiezione di Gall-Peters? E la serie risale al 2000!
Se te la sei persa, puoi rivederla qui ⬇️